Approfondimenti
PUBBLICO IMPIEGO: Pubblico Impiego -Normativa sul whistleblowing -Segnalazione illeciti – Tutela del whistleblower – Atti ritorsivi – Presunzione legale relativa – Nullità testuale.
Gli atti amministrativi adottati a seguito di segnalazioni di illeciti da parte di un dipendente pubblico,
quali valutazioni peggiorative nei rapporti informativi, sanzioni disciplinari o trasferimenti
ingiustificati, sono da considerarsi nulli se provati essere ritorsivi. La nullità discende direttamente
dall’art. 19, comma 3 del D.Lgs. n. 24 del 2023, dall’art. 54-bis, comma 7, secondo periodo, del D.Lgs.
n. 165 del 2001 e dall’art. 21-septies della legge n. 241 del 1990.
La normativa sul cosiddetto “whistleblowing” traduce la riconosciuta importanza di garantire una
protezione equilibrata ed efficace dei lavoratori pubblici che scelgano di segnalare condotte illecite e
di cui si è sempre più consapevoli a livello sia unionale che internazionale, nonché a livello nazionale,
in quanto è soltanto attraverso la protezione degli informatori che si tutela l’interesse pubblico.
Sussiste una tutela rafforzata per il lavoratore del settore pubblico che segnali condotte illecite rispetto
ad atti discriminatori o ritorsivi posti in essere dall’amministrazione di appartenenza. La normativa
vigente di cui al decreto legislativo n. 24 del 2023, oltre a fornire una tipizzazione non assoluta di tali
atti, prevede un regime probatorio agevolato del carattere ritorsivo dell’atto posto in essere
dall’amministrazione che si fonda, per un verso, su una presunzione legale relativa o iuris tantum, e,
per l’altro, su una comminatoria espressa e testuale di nullità dell’atto ex articolo 21-septies della legge
n. 241 del 1990.
Consiglio di Stato – Sezione Sesta – Sentenza 17 ottobre 2025, n. 8079, in Guida al Diritto n. 44 del 2025, pag. 88, con commento, G. Pernice: ”L’esistenza di comportamenti ritorsivi rafforza l’esigenza di maggiori garanzie”, pag. 96.