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ACCESSO ATTI: Accesso atti – Prassi interna, non formalizzata in un atto o in un documento -Inaccessibilità – Ragioni.
Una prassi interna, se non formalizzata in un atto o in un documento, resta estranea al perimetro della
trasparenza documentale, anche quando venga richiamata all’interno di verbali o atti istruttori. Non
viene negata la rilevanza delle prassi come fenomeno reale dell’agire pubblico, ma viene circoscritta
la portata sul piano giuridico, attestando che solo ciò che viene formalizzato entra nel circuito della
conoscibilità esterna e, con essa, della verificabilità. La sentenza contribuisce ad affermare una
nozione di trasparenza refrattaria a derive ricostruttive. In un contesto in cui le istanze conoscitive
tendono sempre più spesso a sovrapporsi a esigenze di controllo diffuso sull’azione amministrativa,
il Tar richiama alla necessità di rispettare i confini strutturali degli strumenti previsti
dall’ordinamento. Il diritto di conoscere non coincide con il diritto di interrogare l’amministrazione
sulle proprie logiche interne, né di ottenere una razionalizzazione ex post di comportamenti
sedimentatisi nel tempo. Esso si esercita, piuttosto, sul terreno delimitato degli atti esistenti, che
rappresentano l’unico punto di contatto tra l’agire amministrativo e la sua proiezione esterna. In
questo equilibrio, la forma non è un mero formalismo, ma la condizione stessa della conoscibilità.
T.A.R. Lozio -Roma, Sezione I-ter, Sentenza 21 gennaio 2026, n. 1234