Pubblico impiego

1. <>. 2. <<L’assorbimento, in via di principio, non è utilizzabile nel caso di concorso, in cui l’accertamento di determinati requisiti non si sovrappone in relazione al medesimo aspetto (maturità del candidato ritenuta insussistente nel previo giudizio di non ammissione), ma riguarda anche aspetti diversi (possesso dei titoli e preparazione, in prove scritte e orali: Cons. Stato, IV, 14 febbraio 2005, n. 438). La giurisprudenza è prevalentemente orientata nel senso di ritenere che il limite all’espansione dell’effetto caducante sugli ulteriori atti adottati dall’Amministrazione sia rappresentato dall’operatività del suddetto principio di assorbimento, nel senso che l’effetto caducante non si esplica sugli atti ulteriori che assorbano, comunque, il provvedimento originariamente impugnato operando una nuova verifica che si ponga come “circostanza esterna e sopravvenuta”. In tal senso si è ritenuto che il superamento degli esami di maturità, che il candidato abbia sostenuto a seguito di ammissione con riserva da parte del giudice amministrativo, assorbe e supera il giudizio negativo di ammissione espresso dal Consiglio di classe, determinando l’improcedibilità del ricorso avverso l’originario provvedimento di non ammissione (Cons. Stato, sez. VI, 20 dicembre 1999, n. 2098)>>. 3. <<Il Consiglio di Stato, con decisione del 27 febbraio 2003, n. 3, resa in Adunanza plenaria, ha ritenuto applicabile il principio dell’assorbimento anche nei concorsi che prevedano una prova scritta ed una prova orale (Cons. St., Sez. V, 8 luglio 2022, n. 5723). Più nel dettaglio, è stato così chiarito che l’improcedibilità del ricorso o dell’appello potrebbe discendere dalla adozione di atti diversi e ulteriori (in sostanza un autonomo ripensamento in sede amministrativa sulla negata, in precedenza, ammissione) rispetto a quelli costituenti esecuzione della misura cautelare (o della sentenza) del giudice amministrativo

 

Consiglio di Stato Sezione Terza 09 agosto 2024 n. 7071

Consiglio di Stato, Sezione Terza, 09 agosto 2024, n. 7071, in Giurisprudenza Italiana, 2025, 4, 862, con nota di Federico Gaffuri “L’improcedibilità del ricorso in applicazione del principio dell’assorbimento”.